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Nell’ultimo anno la profumeria è stata protagonista di diversi cambiamenti, utili a rispondere ad un contesto decisamente mutato. Ne parliamo con il Dr. Giovanni D’Agostinis, docente presso la Scuola di Profumeria Accademia Tecniche Nuove.

Le risposte del settore cosmetico

Il settore della profumeria ha saputo rispondere ai mutamenti vissuti nel periodo di difficoltà innanzitutto convertendo la produzione e concentrandosi sulla creazione di prodotti igienizzanti, come spiegato dal Dr. Giovanni D’Agostinis:

Molte aziende hanno trasformato la produzione, momentaneamente ferma, convertendola ai prodotti dedicati all’igiene e pulizia delle mani e del corpo. In particolare sono state prodotte decine di milioni di igienizzanti per le mani, quasi tutti con fragranze naturali, dedicati al mercato, ma anche donati ad ospedali ed enti pubblici con una ricaduta mediatica notevole.

Attualizzazione dei trend prospettati: la sostenibilità

Questo periodo di emergenza ha comportato un’accelerazione ed un’attualizzazione delle tendenze previste per i prossimi anni:

In questo periodo abbiamo assistito ad un’anticipazione dei trend, come la sostenibilità ambientale a cominciare dal riciclo degli scarti delle altre preparazioni essenziere, che miscelate con creatività, possono portare a ottime fragranze.

Molte aziende, attraverso processi innovativi, hanno ottenuto dalle biomasse di scarto della frutta, fragranze utilizzate soprattutto nel settore della detergenza, con elevato risparmio energetico e idrico rispetto ai metodi tradizionali.

Infine c’è chi ha messo in commercio fragranze biodegradabili.

Dr. Giovanni D’Agostinis, docente presso la Scuola di Profumeria Accademia Tecniche Nuove

L’importanza della digitalizzazione

Per le circostanze in cui si è trovato ad operare, il settore cosmetico ha dovuto necessariamente trovare nuove strategie di comunicazione e di vendita per tutti quei prodotti legati, fino a questo momento, ad un’esperienza maggiormente fisica, come sottolineato dal dr. D’Agostinis:

I social network ormai da tempo sono un diventati, anche per i profumi, le principali piattaforme in cui gli italiani amano confrontarsi e passare a nuove passioni, un mondo particolare dove i profumi stanno trovando un nuovo spazio diverso e stimolante. L’avvento del Covid 19 ha trasformato indubbiamente le abitudini degli italiani e alcune grandi griffes del mondo fashion hanno dovuto reinventarsi nei confronti dei propri consumatori percorrendo strade alternative e utilizzando nuovi strumenti d’informazione che rimarranno una consuetudine anche nei prossimi mesi, tra video tutorial, influencer sempre più beauty oriented e storie dedicate a nuovi lanci e a concetti olfattivi innovativi e difficilmente tangibili o esprimibili a distanza.

Uno dei principali influencer del mondo profumi è conosciuto con il nome di Jeremy Fragrance, statunitense con ufficio sulla Fifth Avenue a Manhattan: recentemente è entrato nel mondo TikTok con video virali dove, oltre alla parte funny sempre presente, si possono cogliere interessanti descrizioni olfattive di nuovi lanci sul mercato al di fine di indirizzare la clientela giovane a provare alcuni brand. Il consumatore moderno dà priorità alle vendite dirette, ma un articolo come il profumo non può prescindere da un’esperienza di smelling session in situ e proprio grazie all’azione sui social network le profumerie devono trasformare quello che può presentarsi come un semplice tour esplorativo in negozio in una vera e propria shopping experience divertente e profumata.

La profumeria funzionale

Oltre alla componente digital il futuro delle profumazioni sembra orientarsi sempre di più in chiave ‘funzionale’ per interagire meglio con la corteccia celebrale e suscitare determinati tipi di reazione aiutando il corpo a rispondere meglio a determinati tipi di situazioni ed impulsi: ci si aspetta ad esempio un forte aumento delle fragranze anti-stress, cavalcando proprio uno dei principali trend del momento, con fragranze  in grado di stimolare ed accendere i sensi, oltre ad avere un effetto significativo a livello dell’umore.

Il profumo in mille anni di storia ha cambiato sempre funzione: religiosa, curativa, edonistica, civile, ma si è sempre reinventato. Durante il primo lockdown i consumi sono diminuiti, ma già a settembre scorso sono ripresi. Superato questo periodo, i consumi aumenteranno insieme alla gioia di vivere in piena salute. Il profumo è gioia di vivere.

Dr. Giovanni D’Agostinis, docente presso la Scuola di Profumeria Accademia Tecniche Nuove

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