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Come affrontare la rigenerazione ossea guidata (GBR) nei settori estetici

L’uso di impianti dentali è diventato un trattamento diffuso e predicibile per il restauro delle edentulie. La continua evoluzione dei materiali e delle morfologie implantari è rivolta ad una riduzione dei tempi ed una minore invasività anche nel numero di chirurgie eseguite per singolo trattamento implantare.

Per ottenere un buon impianto osteointegrato con un elevato grado di predicibilità del risultato, l’impianto deve essere: sterile, biocompatibile, inserito con un protocollo chirurgico atraumatico e con stabilità primaria.

È chiaro che le condizioni anatomiche dei tessuti alveolari sono elementi fondamentali per affrontare il trattamento implantare e l’uso delle metodiche rigenerative GBR sono un passo fondamentale per il raggiungimento del risultato finale, in quanto l’implantologia quasi sempre viene applicata nel trattamento di edentulie atrofiche e la tecnica GBR permette un ripristino anatomico alveolare senza ricorrere a chirurgie ricostruttive più invasive.

Cosa troverai in questo articolo

L’articolo passa in rassegna le principali parole chiave legate all’argomento della tecnica GBR. Scopriamo insieme perché la rigenerazione ossea guidata è una tecnica molto usata in area ad alta valenza sede estetica.

Che cos’è la rigenerazione ossea guidata GBR?

Il principio di base della rigenerazione ossea guidata (GBR) prevede il posizionamento di barriere meccaniche definite membrane per proteggere coaguli di sangue e per isolare il difetto osseo dal tessuto connettivo circostante, fornendo così lo spazio per la formazione di nuovo tessuto osseo.

Ad oggi sono disponibili diverse tipologie di membrane con caratteristiche diverse tra loro e si distinguono in:

  • membrane non riassorbibili
  • membrane riassorbibili
membrana_non_riassorbibile_politetrafluoroetilene espanso

Quali sono le caratteristiche delle membrane non riassorbibili?

Le membrane utilizzate nella GBR possono essere riassorbibili o non riassorbibili con strutture differenti tra loro. Le membrane non riassorbibili sono solitamente costituite da politetrafluoroetilene espanso (e-PTFE) con o senza trama in titanio che serve ad ottenere un rinforzo strutturale e mantenere la stabilità del difetto.

Le membrane non riassorbibili vengono impiegate in particolare nei difetti ossei verticali o orizzontali di creste o in quei casi in cui l’anatomia del difetto determinerebbe il collasso di un materiale non rinforzato all’interno del difetto osseo.

Come gestire al meglio le membrane non riassorbibili?

Al fine di garantire la completa rigenerazione, che necessita di 9-12 mesi, tali membrane devono essere opportunamente fissate con mini viti da osteosintesi o con chiodini in titanio per evitare che il movimento possa far penetrare cellule dei tessuti molli o non favorire la neoformazione di nuovi vasi capillari.

Inoltre se associate a sostituti ossei possono migliorare l’effetto ricostruttivo dal momento che le potenzialità rigenerative vengono sommate a quelle osteoconduttive e osteoinduttive. Queste membrane possono determinare incrementi verticali e orizzontali nell’ordine dei 3-5mm, qualora vengano maneggiate accortamente nella fase chirurgica ed in assenza di esposizioni che ne richiederebbero la rimozione anticipata.

Quando si ricorre alla membrana riassorbibile?

Al fine di evitare un rientro chirurgico per la rimozione della membrana come avviene per le membrane non riassorbibili, sono state sviluppate delle membrane riassorbibili che a seconda della loro struttura si degradano in un tempo che può andare dai 2 ai 6 mesi.

Generalmente queste membrane vengono impiegate nel trattamento dei difetti osseo minori quali deiscenze e fenestrazioni. Le membrane riassorbibili possono essere in collagene, copolimeri dell’acido polilattico e poliglicolico, pericardio, non sono rinforzate in titanio e necessitano di un supporto di sostituto osseo come mantenitore di spazio.

La loro funzione infatti, è quella di contenere il materiale da innesto nella sede del difetto e agire come barriera nei confronti delle cellule provenienti dai tessuti molli.

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Qual è la funzione del sostituto osseo nella GBR?

È stato suggerito che l’uso di materiale osseo in associazione alla rigenerazione ossea guidata è importante per la conservazione dei volumi della cresta. Il suo impiego fornisce risultati più predicibili quando viene associata ad osso autologo o a materiale eterologo.

Quando è da preferire la GBR rispetto alle altre tecniche ricostruttive?

La GBR è un ottimo presidio in particolare per gli interventi di carattere ambulatoriale e quando non sono richieste massicce ricostruzioni ossee. Sono state sviluppate diverse tecniche per la ricostruzione dei tessuti alveolari atrofici al fine del posizionamento di impianti dentali immediati o in un secondo momento chirurgico dopo un periodo di guarigione, ma è la rigenerazione ossea guidata (GBR), tecnica nata a fine degli anni 1980, è quella con vanta maggiori studi sperimentali.

La tecnica Gbr ha raggiunto oggi un grado di conoscenza e documentazione unica tra i trattamenti rigenerativi e ricostruttivi. L’uso della GBR per trattare difetti ossei perimplanatari è stato ampiamente documentato nel corso degli ultimi decenni e tra tutte le membrane a barriera non riassorbibile, la più documentata è la e-PTFE con o senza rinforzo in titanio, più indicato nella gestione di atrofie ampie come le rigenerazioni ossee verticali.

La membrana riassorbibile  resta invece la più utilizzata nella gestione clinica della rigenerazione ossea in quanto non necessita la rimozione ed è la meno invasiva sul paziente.

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Come affrontare la GBR nei settori estetici?

Nei settori frontali il riassorbimento dei tessuti alveolari ed in particolare il tessuto osseo, in seguito a estrazioni dentarie, rende difficoltoso ’inserimento di impianti o quantomeno complica il risultato estetico con possibili esiti non soddisfacenti per il clinico e per il paziente.

La corretta pianificazione ed il posizionamento implantare, sono prerogative imprescindibili per avere successo estetico e funzionale in questi settori. Altrettanto importante è focalizzarsi sugli step che compongono la procedura della rigenerazione ossea, quali:

  • il disegno del lembo chirurgico
  • la gestione del lembo per garantire una adeguata copertura della nuova anatomia disegnata,
  • la rigenerazione ossea,
  • la realizzazione della sutura

Quest’ultimo è uno dei momenti in cui si va a determinare l’assetto dei tessuti molli che dovrà mantenersi dal post-operatorio fino alla guarigione completa.

Quando il chirurgo o l’odontoiatra si trovano di fronte a situazioni cliniche di atrofie ossee in aree estetiche sono dunque chiamati alla difficile sfida della rigenerazione dei tessuti duri ed alla gestione dei tessuti molli che ne controlla il risultato.

Chirurgia on demand del Prof. Simion sulla GBR nei settori estetici

I video chirurgici costituiscono un valido supporto per restare aggiornati sui protocolli di rigenerazione ossea guidata nei settori estetici.

Il videocorso di Massimo Simion, uno dei più autorevoli esperti di GBR, propone tre lezioni chirurgiche contenenti diversi approcci clinici.

Una risorsa dalla facile ed immediata consultazione, per apprendere ed approfondire gli aspetti clinici inerenti alle diverse fasi chirurgiche osservate nei protocolli di rigenerazione ossea guidata nei settori estetici.

GBR in area ad alta valenza estetica  Guarda gli estratti del video corso


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