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Tutto quello che devi sapere sulle riabilitazioni con impianti inclinati

Le riabilitazioni immediate full arch sostenute da impianti posizionati in modo inclinato rispetto alla cresta ossea rappresentano ormai una valida alternativa sia a livello mandibolare che mascellare, con ottimi risultati in termini di predicibilità e stabilità a medio termine. Nel presente articolo si offre una panoramica completa dell’argomento impianti inclinati, al fine di avvicinare l’odontoiatra all’utilizzo di questa tecnica.

Impianti inclinati: un’overview

L’inclinazione degli impianti comporta vantaggi di ordine chirurgico e protesico, una significativa riduzione dei tempi di trattamento e dei costi biologici ed economici per il paziente, dato il numero ridotto di supporti implantari coinvolti nella riabilitazione dell’arcata completa.

Per quanto gli studi clinici presenti in letteratura non evidenzino differenze significative in termini di successo tra impianti assiali e impianti inclinati, prove sperimentali condotte su di un singolo impianto inclinato mostrano come l’inclinazione possa aumentare lo stress a livello dell’osso marginale con possibile perdita della quota ossea.

Questo tipo di considerazione ci permette di sottolineare come sia fondamentale rendere la riabilitazione implanto-supportata con impianti inclinati un sistema di soluzioni “solidali” tra loro, al fine di permettere una corretta distribuzione delle forze in gioco e sfruttare la rigidità della struttura protesica con l’obbiettivo di ridurre possibili momenti flettenti.

Con l’obbiettivo di rendere tali riabilitazioni sicure ed efficaci, sono stati sviluppati precisi protocolli che riguardano ogni fase dell’approccio riabilitativo full arch.

Il protocollo chirurgico All-on-four®

Lo sviluppo di questa tecnica, considerata in riferimento circa il corretto utilizzo degli impianti inclinati in riabilitazioni full-arch, ha avuto inizio sul finire degli anni ’90 con lo scopo di ripristinare i denti mancanti nei pazienti completamente edentuli (o con elementi dentali falliti, da rimuovere in una stessa sessione chirurgica) senza dover utilizzare innesti ossei e con il numero minore possibile di impianti.

Fino ad allora la procedura più studiata ed utilizzata era la riabilitazione Toronto-Branemark che prevedeva 6 impianti ed estensioni distali molto lunghe (cantilever).

Chi ha ideato la tecnica All-on-four

La tecnica All-on-4® è stata messa a punto dal dr Paulo Malo’ di Lisbona con la collaborazione di Nobel Biocare; la sinergia tra queste due realtà ha portato allo sviluppo di un impianto apposito e di tutta la componentistica richiesta, coordinata grazie ad un preciso protocollo diagnostico, chirurgico e protesico.

La metodica è stata presentata al mondo scientifico con un articolo nel 2003 in cui veniva presentato uno studio retrospettivo; il primo intervento di All-on-4® eseguito in Italia risale al 2004.

I vantaggi del numero ridotto di impianti

Un numero ridotto di impianti, solo 4 per un’intera arcata, semplifica le procedure protesiche ed il mantenimento del tempo; risultano infatti più semplici per il paziente le manovre di igiene da effettuarsi con spazzolino e filo, su cui lo stesso deve ricevere un’opportuna formazione.

Come anticipato, sarà possibile nella stessa seduta procedere all’estrazione degli elementi ormai compromessi e procedere al posizionamento degli impianti dentali secondo protocollo, sui quali viene fissata una protesi avvitata, evitando la vetusta dentiera e gli scheletrati.

L’utilizzo di impianti inclinati nel protocollo All-on-4® permette di evitare strutture anatomiche quali il nervo mandibolare ed il seno mascellare che, nei pazienti con forte atrofia ossea, non permetterebbero il corretto posizionamento dell’impianto assiale, richiedendo interventi di rigenerazione ossea, con tempi di trattamento lunghi e un maggior numero di sedute chirurgiche.

Se immaginiamo lo schema di riabilitazione dell’arcata inferiore con tecnica All-on-4®, ad esempio, possiamo facilmente notare come gli impianti anteriori siano posizionati assialmente mentre quelli distali sfruttino un’inclinazione che permette di evitare il nervo inferiore, ottenendo un preciso grado di emergenza protesica posteriore.

Il protocollo diagnostico permette al clinico una facile individuazione delle criticità legate alla riabilitazione del paziente atrofico, e il dettagliato protocollo chirurgico All-on-4® garantisce la copertura ottimale dei seguenti aspetti, legati alla gestione clinica del paziente:

  • la prima incisione;
  • la rimozione di elementi dentali falliti;
  • i protocolli di fresaggio;
  • il posizionamento degli impianti;
  • la sutura;
  • la provvisorizzazione protesica con carico immediato.

Impianti a carico immediato

I 4 impianti vengono infatti caricati immediatamente, grazie all’elevata stabilità primaria ottenuta con una protesi provvisoria in resina che segue un preciso schema occlusale e permette al paziente un ripristino funzionale ed estetico immediato.
Una volta che i tessuti gengivali saranno guariti e gli impianti osteointegrati (6 mesi) si procederà alla realizzazione della struttura protesica definitiva, all’interno della quale sarà realizzata una travata in titanio. Questa soluzione darà il sostegno necessario ai denti, la passività assoluta alla struttura e ne garantirà la durata nel tempo.

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