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Mixologia: innovazione italiana fonte di ispirazione

Sembra che la nostra Penisola si stia lanciando sempre di più nella produzione di spirit, cercando sempre l’innovazione. Questo panorama può aprire le porte della creatività per il sapiente barman, capace di saper scegliere il giusto prodotto per il giusto aroma, rivisitando i grandi classici e lanciando sempre uno sguardo all’innovazione, anche con ingredienti inediti, come sperimentato a Milano. 

Nella nostra Penisola stiamo assistendo ad una vera e propria riscoperta del Brandy, che si traduce in una rinascita della produzione di qualità con un conseguente rilancio sul mercato.

Il Brandy italiano ha vissuto, infatti, da sempre all’ombra della celebre Acquavite, distillato di vino in cui il nostro Paese eccelle. A differenza di quest’ultima, ottenuta dalla distillazione della vinaccia, il Brandywine (letteralmente vino bruciato) prevede un invecchiamento di almeno 12 mesi in botti di rovere.

Il rilancio è partito dalle famose case produttrici, a cui il Brandy era legato e con le quali era identificato, tramite la creazione di linee riserva particolarmente pregiate. Le possibilità non sono passate inosservate ai produttori di eccellenza, che si sono lanciati nella creazione di un Brandy di altissima qualità: pregiato per la degustazione liscia, offre note inedite ed interessanti nella miscelazione. Le loro storie qui.

Arriva il Sake piemontese

Grazie alla sinergia di tre realtà imprenditoriali piemontesi, anche l’Italia inizia a produrre il Sake, ma non si tratta assolutamente di una replica del tradizionale Giapponese.

Il prodotto piemontese si configura come un’ispirazione al fratello orientale, ma con note ed aromi completamente diversi. La particolarità del Sake italiano deriva certamente dalle materie prime utilizzate nella produzione: protagonista il riso nero autoctono del Vercellese, le erbe aromatiche base del Vermuth ed il processo di fermentazione affidato al lievito di birra, omaggio alla tradizione Piemontese.

Così prodotto, il Sake si adatta anche alla miscelazione, conferendo aromaticità e sapori tutti da scoprire ed inventare; per approfondimenti qui

Il Gin

Anche il Gin italiano sta riscontrando un successo sempre maggiore, come al World Gin Awards di Londra, grazie al gusto eccezionalmente particolareggiato ed aromatico di questo Gin.

Altra sperimentazione di successo ha come protagonista l’affinazione. Il Gin in questione, infatti, ha un affinamento in tre step. Si parte da botti di rovere, per passare poi a botti di gelso ed infine ginepro.

Incuriosisce anche il nuovo Gin al basilico, naturalmente genovese! Il basilico utilizzato è tutto genovese e certificato, prodotto che conferisce freschezza e particolarità molto interessanti anche per la miscelazione.

Il cioccolato nel cocktail dal laboratorio milanese

Il solo pensare al cioccolato fa venire l’acquolina in bocca, se poi si pensa a cocktail+cioccolato la partita è già vinta.

Il confine del cioccolato, si sa, da tempo non è più solo la pasticceria. Per la gioia dei golosi e buongustai, il cioccolato è diventato anche ingrediente salato e, oggi, anche nei cocktail! Si apre un mondo eh!

Dal fondente al Ruby, il cioccolato sta diventando protagonista anche delle miscelazioni più accattivanti.

 

Con tutto questo fermento di idee e creatività vale la pena approfondire e non farsi trovare impreparati in termini di miscelazione all’ultimo grido!