Chat with us, powered by LiveChat

Quando si effettuano lavori in spazi confinati il tema della sicurezza è fondamentale. Cosa bisogna sapere quando si effettuano lavori di questa tipologia? Come comportarsi? Come distinguere un lavoro in spazio confinato?

Cosa si intende per “spazi confinati”?

Per “spazio confinato” non bisogna subito pensare ad un luogo angusto e pieno di insidie: un tale luogo è un caso estremo.

Per spazio confinato si intende uno spazio circoscritto (delimitato cioè da pareti che ne impediscano la fuga o la ventilazione), ma non necessariamente “angusto” che non sia specificatamente disegnato per essere abitato o utilizzato per lavorare.

L’importanza di differenziare la situazione: i livelli di rischio

Risulta pertanto importante tenere a mente che, per poter disegnare le emergenze e gestire il lavoro in modo consono allo spazio, bisogna fare la differenza.

Esiste, infatti, la distinzione degli spazi confinati in almeno tre categorie principali a seconda dei pericoli oggettivi esistenti:

  • LIVELLO DI RISCHIO BASSO (VERDE): uno spazio aperto in cui ci sia buona ventilazione naturale e non si prevede la presenza di sostanze tossiche o comunque inquinanti. Si prevde comunque che ci sia un ingresso e una conseguente via di fuga complicata;
  • LIVELLO DI RISCHIO MEDIO (GIALLO): a parità delle altre condizioni fisiche (mancanza di possibilità di inquinamento e ingresso/uscita angusti) risulta avere solo limitate vie di accesso che ne garantiscono però la ventilazione naturale costante;
  • LIVELLO DI RISCHIO ALTO (ROSSO): lo spazio ha accesso e via di fuga angusti o complicati, non c’è ventilazione naturale e al suo interno ci possono essere ristagni di gas o materie inquinanti in generale.

Qualche esempio di “spazio confinato”

Un esempio può essere qualsiasi serbatoio, silos o contenitore di stoccaggio di materiale liquido, solido o gassoso che sia, specialmente quando ha un solo piccolo ingresso, magari solo in alto racchiude in sé pericoli intrinseci maggiori: la caduta dall’alto, la mancanza di ossigeno e la presenza di materiale inquinante. Va considerata poi la presenza di insetti e animali nocivi, il microclima estremo, il rumore e la possibilità di presenza di atmosfere esplosive.

Anche i cunicoli fognari, a causa della probabile presenza massiccia di inquinanti biologici ed animali nocivi, devono essere necessariamente considerati spazi confinati anche se in questo caso magari non c’è il pericolo di caduta dall’alto o la mancanza di ossigeno.
Un altro esempio è una vasca o una piscina vuota. In questo caso i pericoli non sono la mancanza di ossigeno, ma, per esempio, la possibile intossicazione da gas pesanti che si accumulano e ristagnano sul fondo o l’improvviso allagamento dovuto alla rottura di una cecatura di un tubo di immissione.
I pericoli, quindi, sono tanti e molto diversi tra loro: alcuni palesi e altri, invece, meno evidenti.

Vuoi sapere di più in materia di aggiornamento CSP/CSE? Scopri il corso dedicato alla sicurezza negli “spazi confinati”!

In questo articolo, tratto dal corso “Lavori in quota e spazi confinati” abbiamo visto alcuni elementi da considerare in questa tipologia di lavoro.

Il percorso formativo si compone di più video-lezioni e di una sezione dedicata ad una serie di domande volte ad approfondire aspetti pratici importanti per il responsabile/coordinatore dei lavori. I moduli formativi trattano sia dei lavori in quota che dei lavori in spazi confinati con relativi pericoli e misure di prevenzione e protezione.