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Fitoterapia e gemmoterapia: quale differenza?

La fitoterapia e la gemmoterapia, se correttamente utilizzate, possono essere utili nella cura di determinate patologie. Il loro utilizzo richiede la conoscenza in materia per saper decidere in quali momenti utilizzare il giusto composto.  Capiamo la loro origine ed in cosa si differenziano.  

COSA SI INTENDE PER FITOTERAPIA

La fitoterapia si basa essenzialmente sulla somministrazione di piante medicinali. Queste possono essere in forma di estratti secchi, tinture madri, infusi ecc.; la fitoterapia si rivolge, in particolare, al trattamento delle patologie benigne e funzionali.

Ma quando nasce la fitoterapia?  

La prima comparsa del termine “fitoterapia” si deve a Leclerc, vissuto tra il 1870 ed il 1955; il termine verrà usato in seguito da Weiss, fino a diventare oggi di uso comune.

Che le piante fossero usate a scopi terapeutici fin dall’antichità è cosa risaputa, è solamente con il progresso della chimica  che si sono isolati i principi attivi responsabili dell’azione terapeutica.

Il passo successivo è stata la creazione di sintesi e la produzione di farmaci sempre più attivi ed efficaci: nasce la farmacologia, che per molto tempo ha messo in ombra la fitoterapia.

Nel panorama odierno risulta essenziale compiere un’attenta valutazione per considerare il rapporto rischi e benefici, legati all’uso di un determinato composto, sia esso farmacologico o fitoterapico, sulla salute del paziente.

Naturalmente la scelta migliore prevederà l’utilizzo della soluzione i cui benefici apportati superano gli eventuale rischi.

Per un impiego ottimale di ogni pianta medicinale, è opportuno conoscerne il nome latino ed il nome comune, la famiglia di appartenenza e la parte utilizzata, i costituenti e le attività principali.

Inoltre bisogna essere a conoscenza dell’impiego terapeutico della pianta, della sua tossicità e dei suoi effetti secondari.

Infine, per ciascuna pianta medicinale, si devono valutare le sue eventuali interazioni farmacologiche e le sue forme farmaceutiche e conoscerne la posologia.

 

LE BASI DI UNA BUONA PRATICA MEDICA FITOTERAPICA

Per esercitare una buona pratica medica fitoterapica bisogna, innanzitutto, approfondire lo studio della materia medica e, quindi, della pianta medicinale che si vuole utilizzare in terapia.

La fitoterapia richiede, come accennato sopra, una conoscenza degli eventuali effetti secondari e tossici delle piante medicinali che si ha intenzione di utilizzare. E’ necessario verificare le possibili terapie in atto per evitare eventuali interazioni farmacologiche tra la pianta medicinale e le eventuali terapie già in corso.

Una particolare attenzione va assolutamente dedicata alla donna in gravidanza ed allattamento. Infatti, in un periodo così importante e delicato come la gravidanza, la fitoterapia può offrire un valido supporto nell’affrontare eventuali piccoli disturbi che possono insorgere.

Secondo le ricerche, sono svariate le piante che possono essere “ragionevolmente” impiegate durante il periodo di gravidanza ed allattamento, ma sempre sotto valutazione medica.

Per molte piante, impiegate in fitoterapia, mancano informazioni certe circa il loro impiego durante questa fase così delicata, pertanto si sconsiglia il loro utilizzo a scopo precauzionale.

Fondamentale, infine, il costante aggiornamento in materia di fitoterapia. Vi sono innumerevoli ricerche in questo campo, che ne denotano la continua evoluzione. Pertanto, i risultati delle ricerche possono confermare o meno quanto riconosciuto fino a quel momento sull’impiego terapeutico della pianta medicinale. Risulta quindi evidente l’importanza del costante aggiornamento per avere sempre chiara la sicurezza d’uso della pianta medicinale.   

COSA SI INTENDE PER GEMMOTERAPIA

La gemmoterapia è un metodo terapeutico, nell’ambito della fitoterapia, che utilizza tessuti vegetali freschi allo stato embrionale. Chiamata anche fitoembrioterapia o meristmoterapia, oggi la denominazione più utilizzata risulta gemmoterapia, coniata dal medico Max Tétau.

Il primo a pensare all’utilizzo terapeutico dei tessuti vegetali freschi raccolti allo stato embrionale fu il medico belga Henry negli anni ’50 del secolo scorso.

I suoi primi studi si concentrarono sulle gemme della Betulla pubescens e individuò in acqua, alcol e glicerina i solventi ottimali per per estrarne i principi presenti nei tessuti embrionali.

Il gemmoderivato può essere considerato un concentrato di energia vitale in virtù dell’intenso ritmo di moltiplicazione cellulare e di processi anabolici che concorrono all’istogenesi ed all’organogenesi, caratteristici dei tessuti embrionali.

Il successivo utilizzo dei composti derivati dalle gemme, prevede il loro impiego con un’ispirazione ai principi del drenaggio omeopatico: i composti della gemmoterapia consentivano di eliminare le sostanze tossiche dall’organismo e favoriva l’efficacia del medicamento omeopatico.

Tétau mise, infatti, in evidenza come i gemmoderivati dimostrassero comuni proprietà diuretiche, drenanti e disintossicanti, aumentando le difese tissutali. Secondo il medico belga, inoltre, la gemmoterapia assicura una profonda e durevole disintossicazione, ponendo l’individuo nelle migliori condizioni.

 

PERCHE’ L’UTILIZZO DELLA GEMMA

Nella gemmoterapia la protagonista è, come abbiamo visto, la gemma; ma perche?

I tessuti costitutivi della gemma, come abbiamo visto poco fa, sono un concentrato di vita. Infatti, nei tessuti embrionali, sono presenti biostimoline tissutali o fattori di crescita, che controllano e regolano lo sviluppo armonioso dei tessuti.

Inoltre, nelle materie prime utilizzate per la gemmoterapia, troviamo anche amminoacidi, sostanze minerali ed oligoelementi, enzimi e vitamine,   acido clorogenico ed importanti concentrazioni di flavonoidi.

Grazie alla loro composizione, i tessuti embrionali avrebbero la potenzialità di aiutare le cellule del corpo a riparare i danni causati ad esempio dallo stress ossidativo.

L’efficacia derivante dall’utilizzo della gemmoterapia deriva dall’impiego del fitocomplesso, cioè dall’insieme dei suoi componenti.

La chiave del successo della gemmoterapia è rappresentata dalla gemma, la parte più giovane della pianta, ricca di tutte le sostenze che permettono ad un giovane organismo vegetale di autogenerarsi.

Questo implica che la gemmoterapia porta un’azione rigenerativa, anti invecchiamento, nonché rinnovatrice sul nostro organismo.

Viste le potenzialità di entrambi gli approcci terapeutici, è chiaro come padroneggiarne la conoscenza permetta di saper adottare la migliore formula nel trattamento delle patologie, giocando un ruolo importante nel processo di guarigione.

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