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Cerchiamo di comprendere meglio la sindrome dello stretto toracico superiore ed il ruolo che il fisioterapista può avere in questa patologia.

Cosa si intende con la sindrome dello stretto toracico superiore?

La sindrome dello stretto toracico superiore (in inglese semplicemente thoracic outlet syndrome: TOS) è un quadro patologico da compressione neurovascolare del plesso brachiale da parte di strutture che, nel loro complesso, descrivono un’area anatomica attraversata da arteria e vena succlavia e nervi brachiali descritta anche come il triangolo degli scaleni. Ma quali sono le cause?

Le cause della sindrome dello stretto toracico superiore

A determinare la compressione dei vasi sanguigni o dei nervi dello stretto toracico, posso essere difetti anatomici congeniti come la presenza di una costa cervicale sovrannumeraria o di un abnorme processo trasverso della VII vertebra cervicale di oppure poste errate come spalle cadenti o attività ripetitive possono a loro volta determinare o slatentizzare eventuali predisposizioni anatomiche. Quali sintomi può causare la sindrome dello stratto toracico superiore?

La sintomatologia

La sintomatologia è multiforme e scarsamente specifica. I sintomi variano a seconda che la compressione riguardi i nervi o i vasi sanguigni. 

In genere, tuttavia, il dolore è un sintomo comune a entrambe le situazioni. Il dolore può per esempio comparire durante lo svolgimento di attività fisica.  Con la sindrome dello stretto toracico superiore possono verificarsi anche disestesie e parestesie ad esempio durante l’iperabduzione delle braccia.

Spesso l’evidenza clinica esordisce con una trombosi venosa profonda (TVP) dell’arto superiore tipicamente “da sforzo”. Cosa può fare il fisioterapista in merito allo stretto toracico?

Il ruolo del fisioterapista

Lo scopo del fisioterapista della fase iniziale, nel trattamento della sindrome dello stretto toracico superiore, è la riduzione dei sintomi del paziente. Attraverso un primo colloquio, vengono descritte la sindrome, le cattive posture, la prognosi e l’importanza della costanza nell’effettuare gli esercizi.

Il fisioterapista nell’impostare il trattamento deve prima iniziare con il controllo della scapola, ovvero stabilire il normale reclutamento e controllo dei muscoli della scapola in posizione di riposo. Successivamente mantenendo il controllo della scapola, il fisioterapista proseguirà con il programma con l’introduzione progressiva del movimento e del carico.


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Per conoscere meglio la sindrome dello stretto toracico superiore ed il suo trattamento, in particolare il ruolo del fisioterapista nella patologia scopri di più sul corso “Update in ortopedia e traumatologia”.